Conclusa l'attività di monitoraggio sul territorioperl'avviodiprogetti riabilitativi specifici

Emanuela Storani, tecnico della riabilitazione per le persone con disabilità visiva, ha concluso in questi giorni la scrupolosa attività di monitoraggio, svolta sul territorio della Provincia di Macerata, mirata a valutare le esigenze specifiche delle persone con disabilità visiva (non vedenti e ipovedenti), al fine di progettare attività riabilitative adeguate (individuali o di gruppo).

Il progetto ha utilizzato come strumento di monitoraggio: la visita domiciliare.

Essa ha consentito di osservare e valutare all’interno del setting domestico le reali condizioni di vita del bambino e ragazzo non vedente, ipovedente e/o pluriminorato e i servizi di cui in questo periodo usufruisce. Entrare in empatia con il loro modo di organizzare e gestire la quotidianità, del loro tenore di vita, delle scelte di valore eseguite, ha facilitato la comunicazione, riducendo le difese che spesso conducono a una valutazione falsata della realtà.

I colloqui con i genitori e le figure educative presenti hanno contribuito a fornire notizie e informazioni su ogni bambino e ragazzo sia per gli ambiti scolastici e didattici sia per quelli assistenziali e riabilitativi. Durante le visite domiciliari comunque è stata data notevole enfasi e spazio agli aspetti inerenti l’autonomia personale, la mobilità, l’integrazione e la socializzazione. In seguito a ciò sono poi emersi bisogni e necessità e individuando i percorsi individuali educativi e riabilitativi per ognuno, al fine di potenziare e migliorare la loro qualità di vita.

Il gruppo come suggerito dalla segreteria della sezione UICI di Macerata è stato suddiviso in tre fasce d’intervento:

  1. alta priorità,
  2. media priorità,
  3. bassa priorità da valutare anche a gruppi presso la sezione.

Sono state svolte nel periodo aprile 2013 a settembre 2013, trentuno visite domiciliari su 36 segnalate, quattro ragazzi ipovedenti, con una buona autonomia non sono stati raggiunti a domicilio ma a scuola su richiesta della scuola o insegnati di sostegno e una ragazza inserita nell’elenco ma, su indicazione della segreteria non è stata coinvolta nel progetto. Effettuare gli incontri non è stato semplice, per i numerosi impegni di ognuno, in particolare i pluriminorati gravi e gravissimi che hanno tante terapie riabilitative da seguire, e anche se alcuni di loro hanno sia la scuola a domicilio sia le terapie. Altro fattore non di secondaria importanza è la loro cagionevole salute, spesso sono stati rinviati alcuni appuntamenti per sopraggiunti problemi di salute. Tutte le famiglie raggiunte dopo un primo momento di empasse, per capire la finalità della visita, hanno collaborato attivamente e mostrato anche aspettative verso iniziative future.

L’analisi dei dati raccolti durante le visite ha evidenziato che le seguenti priorità:

Intervento diretto sui ragazzi e rimando finale alle famiglie e figure educative domiciliare e scolastiche:

  1. attivazione di corsi base (30 ore circa) di orientamento e mobilità finalizzati ad avviare i ragazzi a una maggiore indipendenza;
  2. attivazioni di corsi di autonomia personale (20 ore circa).

Intervento misto rivolto ai bambini/ragazzi, ai familiari e alle figure educative domiciliari o scolastiche:

  1. attivazioni di incontri (10 ore circa) finalizzati a fornire consigli e strategie per la mobilità;
  2. attivazioni di incontri (10 ore circa) finalizzati a fornire consigli e strategie per l’autonomia;
  3. attivazione di incontri (5 ore) propedeutici allo sviluppo di un approccio adeguato per la mobilità e l’orientamento e l’autonomia.

Intervento misto rivolto ai bambini/ragazzi con pluriminorazione grave e gravissima, ai familiari e figure educative domiciliari o scolastiche:

  1. attivazione di incontri per promuovere attività di stimolazione basale;
  2. attivazione di incontri per promuovere attività con tecnologie assistive, computer e software con programmi individualizzati volti a promuove la comunicazione e il gioco non strutturato.

Concludendo il progetto ha permesso di iniziare a conoscere globalmente i bisogni di tutti i bambini e ragazzi disabili visivi con e senza minorazioni aggiuntive seguiti dalla sezione provinciale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Macerata, di affrontare aspetti di primaria importanza come l’autonomia e la mobilità, di pensare a come promuovere momenti di relax e svago e anche occasioni di condivisione delle esperienze fra famiglie e professionisti del settore. Naturalmente emerge anche la necessità di attivare i percorsi sopra descritti.

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